History of the first Italian female Olympic gold

The first Italian woman to win an Olympic gold medal was Ondina Valla. On August 6, 1936 in Berlin, she won gold in the 80 m hurdles race. The race and the award ceremony of Ondina were immortalized in the feature film by German director Leni Riefenstahl titled “Olympia”. At the finish line of the Olympiastadion, four athletes arrived almost simultaneously but the photofinish decreed victory for Valla. Claudia Testoni who was her rival but also friend and  schoolmate of Ondina, finished in fourth place. The day before the victory, during the semifinals, Ondina was able to establish the world record in 11.6. At the age of 20 years she was the youngest Italian woman athlete to win an Olympic gold medal – a record that remained unbeaten until 2004.

Biography of Valla Trebisonda (Ondina)

Ondina was born in Bologna on May 20, 1916 to a wealthy family,  youngest of five children. Her name was Trebisonda (Trebizond), a name that was chosen by her father because he was a great admirer of ancient beautiful Turkish city Trapezunte. She was later called Trebisonda, Onda and then Ondina. For fifteen years she competed at a high level in the flat racing, hurdles and high jump, winning a total of 17 Italian titles. Valla made her debut at age 13 with victory at Bologna interscholastic championships and by age 14 she was already among the best athletes of Italy. The National team was coached by Vittorio Costa and then under Boyd Comstock, she collected 18 caps. Ondina was the rival of Claudia Testoni (they competed officially 98 times) but they remained friends for life. Ondina’s brother, Rito, known sculptor, celebrated the Olympic victory of her sister with the statue “L’Ostacolista” (1936-1938). Rite was inspired by Ondina’s racing, so much so that in his works, in those years, the prevailing theme was sport, in tune with the spread of  fascist myth of the athlete-hero. “L’Ostacolista”, was placed before the fall of Fascism, outside the headquarters of the Gioventù Italiana del Littorio in Bologna ( Italian Littorio Youth) and then, with the fall of the regime, it was moved in Valla family’s back yard, where it was noted by industrialist Carpigiani who bought it to place it in front of his factory where it stands today. Placed at the entrance of the Bolognese company, it symbolized the momentum of progress toward the future. After the victory in Berlin, Hitler wanted to meet her and shake her hand. In the movies of the time,  Hitler’s Roman salute is seen from the top steps of the podium. La Valla was received with full honors at Piazza Venezia by Mussolini. In 1937, Ondina would receive a gold medal and a check for five thousand lire. Queen Elena gave her an autographed picture signed simply “Elena”, the privilege of a few.

Bologna 2007,the Ondina Valla exhibit, reproduction of the gold medal Berlin Olympics of 1936, Photo courtesy –bibliotecasalaborsa.it

Bologna 2007,the Ondina Valla exhibit, reproduction of the gold medal Berlin Olympics of 1936, Photo courtesy –bibliotecasalaborsa.it

In 1943, Ondina met Guglielmo De Lucchi, orthopedic doctor and former athlete and from this Union was born Luigi. For work, they first moved to Perugia and then onto L’Aquila, where Ondina died in October 2006 at the age of 90 years. She was a versatile athlete with qualities that enabled her to compete for fifteen years both in flat races, in the jumps and obstacles. A spinal spondylosis forced her to to slow down her efforts as athlete. Her victories didn’t stop there because in 1937 she set the the national record in the high jump – which she held until 1955. She continued to compete until the early 1940s, getting three wins at the Sport World Games of University in Tokyo and 15 Italian titles. In 1943, she became a coach, first at Parioli Rome and then in Ferrara. She won her last medal in 1950 at age 34, becoming regional champion in the shot put. In 1978, her gold medal from Berlin was stolen, but in 1984, Primo Nebiolo, who was the president of the Italian Federation of Athletics, gave her a perfect reproduction of the stolen medal.

Photo - The house where Ondina lived,via della Ferriera,Bologna Photo courtesy –bibliotecasalaborsa.it

Photo – The house where Ondina lived,via della Ferriera,Bologna Photo courtesy –bibliotecasalaborsa.it

Photo - The house where Ondina lived,via della Ferriera,Bologna Photo courtesy –bibliotecasalaborsa.it

Photo – The house where Ondina lived,via della Ferriera,Bologna Photo courtesy –bibliotecasalaborsa.it

Ondina Valla is an important figure in sports and in Italian society. The Berlin victory was a triumph for all Italians but especially for Italian women. She became an example and a symbol for all women because with her Olympic victory, was the first woman to reach a great popularity in a world where sporting fame was linked to male gender and Fascism took her like example of healthy and sporty Italian youth.

Rito Valla, L'ostacolista, Carpigiani Industry - Anzola Emilia, Bologna- Photo courtesy –bibliotecasalaborsa.it

Rito Valla, L’ostacolista, Carpigiani Industry – Anzola Emilia, Bologna-
Photo courtesy –bibliotecasalaborsa.it

Storia del primo oro olimpico femminile italiano

La prima donna italiana a conquistare un oro olimpico è stata Ondina Valla. Il 6 agosto 1936 a Berlino, vinse l’oro nella gara degli 80 m ostacoli. La gara e la premiazione di Ondina furono immortalate nel lungometraggio della regista tedesca Leni Riefenstahl intitolato Olympia. Sul traguardo dell’Olympiastadion furono quattro atlete ad arrivare quasi simultaneamente ma il photofinish premiò Valla e penalizzò, con il quarto posto, Claudia Testoni la sua grande rivale, amica e compagna di scuola. Ondina il giorno prima della vittoria, durante la semifinale, riuscì a stabilire il record mondiale in 11″6, riconosciuto come primato mondiale. All’età di 20 anni sarà la più giovane atleta italiana a vincere un oro olimpico, con un record rimasto imbattuto fino al 2004.

Biografia di Valla Trebisonda (Ondina)

Ondina nasce a Bologna il 20 maggio 1916 da una famiglia benestante, ultima di cinque fratelli ed unica femmina. Il suo nome era Trebisonda, nome che venne scelto dal padre perché era un grande estimatore dell’antica bellissima città turca Trapezunte, poi successivamente Trebisonda venne chiamata abitualmente Onda e poi Ondina. Per quindici anni gareggiò ad alto livello nelle corse piane, a ostacoli e nel salto in alto, vincendo in totale 17 titoli italiani. Valla aveva esordito a 13 anni con la vittoria ai campionati interscolastici bolognesi, a 14 anni era già tra le migliori atlete d’Italia, vestiva la maglia azzurra ed era campionessa italiana. In Nazionale fu allenata da Vittorio Costa e poi da Boyd Comstock, collezionò 18 presenze. Ondina fu la rivale di Claudia Testoni (si sfidarono ufficialmente 98 volte) ma rimasero amiche per tutta la vita. Il fratello Rito, noto scultore, celebrò la vittoria olimpica della sorella con la statua “L’Ostacolista” (1936-1938). Rito fu ispirato dall’attività agonistica di Ondina, tanto che nelle sue opere, in quegli anni,  il tema prevalente era lo sport, in sintonia con il diffondersi del mito fascista dell’atleta-eroe. L’opera “L’Ostacolista” fu collocata prima della caduta del Fascismo, davanti alla sede della Gioventù Italiana del Littorio a Bologna poi, con la caduta del regime, fu spostata nel cortile di casa Valla, dove fu notata dall’industriale Carpigiani che la acquistò per collocarla davanti alla sua fabbrica dove ancora oggi si trova. Posta all’ingresso dell’azienda bolognese simboleggia lo slancio del progresso verso il futuro. Dopo la vittoria a Berlino, Hitler volle conoscerla e stringerle la mano. Nei filmati dell’epoca si vede il suo saluto romano dal gradino più alto del podio. La Valla fu poi ricevuta con tutti gli onori a Piazza Venezia da Mussolini. Nel 1937 le verrà riconosciuta una medaglia d’oro al valore sportivo ed un assegno di cinquemila lire e la regina Elena le regalò una foto con dedica firmata semplicemente “Elena”, privilegio di pochi. Nel 1943 Ondina incontra Guglielmo De Lucchi, medico ortopedico ed ex atleta. Dalla loro unione nasce Luigi. Per motivi di lavoro si trasferiranno prima a Perugia e poi a L’Aquila, dove Ondina muore nell’ottobre 2006 all’età di 90 anni. Fu una atleta eclettica, qualità che le permise di gareggiare per quindici anni sia nelle corse piane che nei salti e sugli ostacoli. Una spondilosi vertebrale la costringerà a rallentare il suo impegno di atleta. Le sue vittorie non finiscono qui perché nel 1937, stabilì con la misura di 1,56 m il primato nazionale nel salto in alto, che mantenne fino al 1955. Continuò a gareggiare fino ai primi anni Quaranta, ottenendo tre vittorie ai giochi mondiali dello sport universitario di Tokyo e 15 titoli italiani. Nel 1943 abbandona l’agonismo e inizia ad allenare, prima alla Parioli Roma e poi a Ferrara. Conquista la sua ultima medaglia nel 1950 a 34 anni, diventando campionessa regionale di lancio del peso. Nel 1978, le venne rubata la medaglia d’oro di Berlino ma nel 1984, Primo Nebiolo che era il presidente della Federazione italiana di Atletica leggera, le regalò una perfetta riproduzione della medaglia rubata. Ondina Valla è una figura importantissima nello sport e nella società italiana. La vittoria di Berlino fu un trionfo per gli italiani ma soprattutto per le italiane. Lei divenne un esempio ed un simbolo per tutte le donne perché con la sua vittoria olimpica, fu la prima donna a raggiungere una grande popolarità in un mondo in cui la fama sportiva era legata al genere maschile e il fascismo la prese ad esempio della sana e sportiva gioventù italiana.

 

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History of the first Italian female Olympic gold The first Italian woman to win an Olympic gold medal was Ondina Valla. On August 6, 1936 in Berlin, she won gold in the 80 m hurdles race. The race and the award ceremony of Ondina were immortalized in the feature film by...